Copertina dell'articolo con titolo e logo Hylocchio. Sullo sfondo, una donna truccata che si sfiora le palpebre con le dita

Pulizia occhi secchi: tra idratazione e skin care

Tempo di lettura: 7 minuti

Condividi:

Indice

Gli occhi secchi non sono solo una sensazione di fastidio. Sono bruciore a fine giornata, quella sabbiolina che non va via, palpebre secche che tirano e contorno occhi arrossato che sembra sempre “stanco”. E spesso la prima cosa che facciamo è mettere una goccia e correre via.

Ma la gestione degli occhi secchi parte da molto prima: dalla pulizia quotidiana e da una skin care mirata, delicata e intelligente.

Quando l’occhio è secco, il film lacrimale è alterato. Questo significa che polvere, trucco, smog e residui si accumulano più facilmente sul bordo palpebrale. Le ghiandole di Meibomio (quelle che producono la componente lipidica delle lacrime) possono ostruirsi, peggiorando ulteriormente la sensazione di secchezza. (1)

 

Una corretta igiene di occhi e palpebre aiuta a:

  • ridurre arrossamento e sintomi infiammatori
  • migliorare la qualità del film lacrimale
  • diminuire la sensazione di bruciore
  • prevenire blefariti e irritazioni ricorrenti (2)

In altre parole: pulire bene significa idratare meglio.

La pelle intorno agli occhi è molto delicata e ha bisogno di cure particolari, soprattutto quando si soffre di secchezza oculare. (3)

Principali motivi per cui compare occhio secco

L’occhio secco (Dry Eye Disease) è una condizione molto comune in cui il film lacrimale non riesce più a proteggere e lubrificare adeguatamente la superficie oculare. Non significa solo “poca lacrima”: spesso il problema è la qualità della lacrima, non solo la quantità. (1,3)

Il film lacrimale è composto da tre strati principali.

  • Strato lipidico (grasso): prodotto dalle ghiandole di Meibomio, riduce l’evaporazione della lacrima. (3)
  • Strato acquoso: prodotto dalla ghiandola lacrimale, idrata e nutre la cornea. (3)
  • Strato mucinico: Prodotto dalle cellule calice della congiuntiva; permette alla lacrima di aderire bene alla superficie oculare.(3)


Se uno di questi strati non funziona bene, il film lacrimale diventa instabile e può comparire l’occhio secco. (1,3)

Capire come funziona il film lacrimale permette di comprendere perché pulizia e idratazione sono fondamentali.

Analizziamo ora i principali motivi per cui compare l’occhio secco.

Disfunzione delle ghiandole di Meibomio (causa più comune)

Le ghiandole sebacee delle palpebre producono uno strato lipidico protettivo, che forma lo strato più esterno della pellicola lacrimale.

Se si ostruiscono:

  • la lacrima evapora troppo velocemente
  • l’occhio rimane asciutto
  • si può creare infiammazione

Cause comuni:

  • uso prolungato di schermi
  • blefarite
  • trucco e scarsa pulizia delle palpebre
  • età (4,5)

Uso intensivo di computer e smartphone

 Quando guardiamo uno schermo:

  • ammicchiamo meno (anche il 60–70% in meno) (4,6)
  • la lacrima evapora
  • le ghiandole lavorano peggio (6)

Questo porta al cosiddetto digital eye strain.

Età e cambiamenti ormonali

Con l’età:

  • diminuisce la produzione lacrimale
  • peggiora la funzione delle ghiandole di Meibomio (7)

È molto frequente:

  • dopo i 45-50 anni
  • nelle donne in menopausa (7)

Ambiente

Alcuni fattori ambientali peggiorano molto la situazione:

  • aria condizionata
  • riscaldamento
  • vento
  • aria secca
  • inquinamento

Tutti possono aumentare l’evaporazione lacrimale. (3)

Si può migliorare l’ambiente con piccoli accorgimenti come usare umidificatori, evitando aria diretta dei condizionatori e proteggendo gli occhi dal vento con occhiali o maschere se ci si trova in montagna. (2)

Lenti a contatto

Le lenti a contatto:

  • interferiscono con il film lacrimale
  • aumentano l’attrito sulla superficie oculare
  • possono alterare la qualità della lacrima (2,8)

Per poter migliorare l’idratazione si suggerisce l’utilizzo di colliri specifici di ottima qualità a base di acido ialuronico ad alto peso molecolare (senza la presenza di conservanti o fosfati) o totalmente lipidici se il problema è correlato all’alterazione dello strato lipidico (disfunzioni ghiandole di Meibomio). (2,5)

Una superficie oculare secca è anche più vulnerabile a infezioni e irritazioni quindi il modo migliore per affrontare la secchezza oculare è garantire l’idratazione della superficie. (2)

Come pulire e idratare gli occhi secchi

L’idratazione degli occhi secchi con lacrime artificiali da alta qualità [9] o lacrime lipidiche [10] se forma disidratazione evaporativa aiuta a: (2)

  • stabilizzare il film lacrimale
  • proteggere la superficie oculare
  • ridurre l’infiammazione
  • migliorare la visione

La pulizia delle palpebre è altrettanto fondamentale perché la pelle del contorno occhi si irrita. (2,5)

L’irritazione del contorno occhi può dipendere da molti fattori: inquinamento, smog, cosmetici aggressivi, polvere, fumo…. (3)

La pelle del contorno occhi è una delle più sottili e delicate del corpo. Quando compare l’Dry Eye Disease, diversi meccanismi fanno sì che anche la cute perioculare si irriti facilmente. (3,8)

Dalla lacrima alla pelle: perché il contorno occhi si irrita

La pelle delle palpebre ha caratteristiche particolari:

  • è 4–5 volte più sottile rispetto al resto del viso
  • contiene meno ghiandole sebacee
  • ha una barriera cutanea più fragile (3)

Questo significa che perde acqua facilmente e si irrita rapidamente quando l’ambiente o la superficie oculare sono alterati. (3)

Le lacrime alterate irritano la pelle

Nell’occhio secco il film lacrimale è instabile. Le lacrime possono: (1,3)

  • evaporare troppo rapidamente
  • diventare più concentrate (iperosmolari)
  • contenere mediatori infiammatori

 

Quando queste lacrime scorrono sulla pelle o ristagnano nella parte interna:

  • irritano la cute
  • causano rossore, bruciore e desquamazione
  • lo sfregamento degli occhi peggiora l’irritazione

 

Chi ha occhio secco spesso avverte:

  • bruciore
  • sabbia negli occhi
  • prurito (1)

 

Questo porta a strofinare gli occhi frequentemente, e la pelle:

  • si arrossa
  • si infiamma
  • può sviluppare dermatite irritativa. (3)

Infiammazione delle palpebre (blefarite)

La blefarite è un’infiammazione cronica del margine palpebrale che può determinare:  

  • si accumulano secrezioni
  • proliferano batteri
  • aumenta l’infiammazione locale

Questo può irritare anche la cute circostante. (10)

Uso frequente di colliri o detergenti

Se la superficie oculare è secca si usano spesso colliri, salviette e detergenti palpebrali ma se NON sono delicati, senza conservanti o di bassa qualità possono:

  • alterare la barriera cutanea
  • causare secchezza e irritazione della pelle perioculare. (2,9)

 

Una buona gestione dell’occhio secco migliora anche il contorno occhi perché:

  • migliora idratazione oculare
  • stabilizza il film lacrimale
  • riduce i sintomi infiammatori
  • diminuisce la lacrimazione irritativa (2)

 

La pulizia palpebrale serve a mantenere aperte le ghiandole di Meibomio e previene la loro occlusione. (5,7)

Per questo pulizia + idratazione sono i due pilastri fondamentali della prevenzione e del trattamento per l’occhio secco spesso associato ad una malattia della superficie oculare legata alle palpebre. (2,10)

Pulizia e skin care: quali sono gli alleati naturali di un contorno occhi disidratato? Sfatiamo i falsi miti

La zona del contorno occhi abbiamo visto essere molto delicata e spesso viene trattata con rimedi “fai-da-te” che non sempre sono utili. Alcuni sono validi, altri invece sono falsi miti che possono addirittura peggiorare irritazione, secchezza o gonfiore. Vediamo gli alleati veri e i rimedi naturali da usare con criterio. [2,3]

Equiseto

  • Proprietà anti-infiammatoria
  • Proprietà antisettica: inibisce la proliferazione di microorganismi, funghi,  lieviti e muffe.

Euphrasia

  • Proprietà lenitiva: utilizzata per blefariti, congiuntiviti e altre irritazioni oculari e palpebrali idrata la pelle secca e stanca aiutandola a mantenere la sua elasticità.

Cetriolo

  • Proprietà idratanti per la pelle: contiene il 95% di acqua
  • Effetto rinfrescante.
  • Riduce temporaneamente il gonfiore specie nella parte sottostante l’occhio (borse). Il famoso “cetriolo sugli occhi” aiuta a sgonfiare lievi edemi palpebrali se posizionato a temperatura fredda.

Aloe vera (solo prodotti formulati)

  • Proprietà calmanti.
  • Proprietà idratanti.


Meglio prodotti dermatologicamente testati per il contorno occhi, non gel grezzo direttamente dalla pianta vicino all’occhio.

In generale l’utilizzo di rimedi naturali, sebbene diffuso, presenta evidenze limitate e in alcuni casi potenziali rischi, rendendo preferibile l’impiego di prodotti sterili e formulazioni valide clinicamente.

4 falsi miti da sfatare

  • “Il cetriolo elimina occhiaie e borse”

Riduce temporaneamente il gonfiore grazie al freddo, ma non cura occhiaie strutturali (che dipendono da pigmentazione o vascolarizzazione).

  • “La camomilla va sempre bene negli occhi”

Non sempre. Può causare allergie o irritazione se non filtrata bene. Per questo in oftalmologia si preferiscono prodotti sterili specifici [10]

  • “Più creme metto meglio è”

Troppi prodotti occludono le ghiandole palpebrali e possono irritare la pelle. Meglio pochi prodotti mirati. [5]

  • “Se brucia basta lavare spesso gli occhi”

Lavaggi frequenti con acqua alterano il film lacrimale e peggiorano l’occhio secco. Meglio lacrime artificiali. [2]

5 consigli pratici per occuparti di occhio secco e skin care

Concludiamo lasciando 5 best practices da poter applicare subito, con qualche spunto utile!

  1. Usa lacrime artificiali di qualità senza conservanti e fai impacchi caldi sulle palpebre due volte al giorno per 5-10 minuti: aiuta a sciogliere le secrezioni delle ghiandole e migliora il flusso lipidico. [2,4]
  2. Evita di strofinare gli occhi: massaggia delicatamente durante la pulizia con l’aiuto di un dischetto di cotone imbevuto (o meglio ancora salviettina sterile per l’igiene delle palpebre) e quando avvicini le mani al viso assicurati che siano sempre pulite. [4,5]
  3. Fai una pulizia palpebrale delicata quotidiana, non usare prodotti troppo grassi e oleosi.
  4. Applica creme specifiche per contorno occhi sensibile, usa prodotti ipoallergenici e per pelli sensibili.
  5. Evita detergenti aggressivi o struccanti alcolici: ricordati di pulire anche le ciglia dai residui di trucco. [10]

La gestione dell’occhio secco non si limita all’uso di colliri: è un equilibrio tra igiene, idratazione e cura della pelle. [2]

Prendersi cinque minuti al giorno per la pulizia di occhi e palpebre non è solo un gesto estetico ma è un vero gesto di salute. Nel tempo aiuta a migliorare confort, qualità visiva e benessere della superficie oculare: gli occhi (e lo sguardo) ti ringrazieranno! [2,5]

Foto della dott.ssa Giulia Spadavecchia

Dott.ssa Giulia Spadavecchia | Oculista

Medico chirurgo specializzata in Oftalmologia, ha maturato la propria esperienza presso l’Università degli Studi di Siena, occupandosi di attività ambulatoriale e chirurgica in ambito oftalmologico. Leggi la biografia completa.

[1] Craig JP, Nichols KK, Akpek EK, Caffery B, Dua HS, Joo CK, et al. TFOS DEWS II Definition and
Classification Report.
Ocul Surf. 2017;15(3):276-283.
doi:10.1016/j.jtos.2017.05.008.

[2] Jones L, Downie LE, Korb D,
Benitez-del-Castillo JM, Dana R, Deng SX, et al.
TFOS DEWS II Management and Therapy
Report.
Ocul Surf. 2017;15(3):575-628.
doi:10.1016/j.jtos.2017.05.006.

[3] Bron AJ, de Paiva CS, Chauhan SK,
Bonini S, Gabison EE, Jain S, et al.
TFOS DEWS II Pathophysiology Report. Ocul Surf. 2017;15(3):438-510.
doi:10.1016/j.jtos.2017.05.011.

[4] Nelson JD, Shimazaki J,
Benitez-del-Castillo JM, Craig JP, McCulley JP, Den S, et al.
The International Workshop on Meibomian
Gland Dysfunction: Report of the Definition and Classification Subcommittee.
Invest Ophthalmol Vis Sci. 2011;52(4):1930-1937.
doi:10.1167/iovs.10-6997b.

[5] Geerling G, Tauber J, Baudouin C,
Goto E, Matsumoto Y, O’Brien T, et al.
The International Workshop on Meibomian Gland
Dysfunction: Report of the Subcommittee on Management and Treatment of
Meibomian Gland Dysfunction.
Invest Ophthalmol
Vis Sci.

2011;52(4):2050-2064. doi:10.1167/iovs.10-6997g.

[6] Wolffsohn JS, Arita R, Chalmers R,
Djalilian A, Dogru M, Dumbleton K, et al.
TFOS DEWS II Diagnostic Methodology Report. Ocul Surf. 2017;15(3):539-574.
doi:10.1016/j.jtos.2017.05.001.

[7] Stapleton F, Alves M, Bunya VY,
Jalbert I, Lekhanont K, Malet F, et al.
TFOS DEWS II Epidemiology Report. Ocul Surf. 2017;15(3):334-365.
doi:10.1016/j.jtos.2017.05.003.

[8] Baudouin C, Messmer EM, Aragona P,
Geerling G, Akova YA, Benítez-del-Castillo J, et al.
Revisiting the vicious circle of dry eye
disease: a focus on the pathophysiology of meibomian gland dysfunction.
Br J Ophthalmol. 2016;100(3):300-306.
doi:10.1136/bjophthalmol-2015-307415.

[9] American Academy of Ophthalmology
Cornea/External Disease Panel.
Preferred Practice Pattern® Guidelines. Dry Eye
Syndrome.
San
Francisco, CA: American Academy of Ophthalmology. Latest available update.

[10] American Academy of Ophthalmology
Cornea/External Disease Panel.
Preferred Practice Pattern® Guidelines. Blepharitis. San Francisco, CA: American Academy
of Ophthalmology.
Latest available update.

 
 

Continua a informarti

con gli articoli Hylocchio