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Gli occhi secchi non sono solo una sensazione di fastidio. Sono bruciore a fine giornata, quella sabbiolina che non va via, palpebre secche che tirano e contorno occhi arrossato che sembra sempre “stanco”. E spesso la prima cosa che facciamo è mettere una goccia e correre via.
Ma la gestione degli occhi secchi parte da molto prima: dalla pulizia quotidiana e da una skin care mirata, delicata e intelligente.
Quando l’occhio è secco, il film lacrimale è alterato. Questo significa che polvere, trucco, smog e residui si accumulano più facilmente sul bordo palpebrale. Le ghiandole di Meibomio (quelle che producono la componente lipidica delle lacrime) possono ostruirsi, peggiorando ulteriormente la sensazione di secchezza. (1)
Una corretta igiene di occhi e palpebre aiuta a:
In altre parole: pulire bene significa idratare meglio.
La pelle intorno agli occhi è molto delicata e ha bisogno di cure particolari, soprattutto quando si soffre di secchezza oculare. (3)
L’occhio secco (Dry Eye Disease) è una condizione molto comune in cui il film lacrimale non riesce più a proteggere e lubrificare adeguatamente la superficie oculare. Non significa solo “poca lacrima”: spesso il problema è la qualità della lacrima, non solo la quantità. (1,3)
Il film lacrimale è composto da tre strati principali.
Se uno di questi strati non funziona bene, il film lacrimale diventa instabile e può comparire l’occhio secco. (1,3)
Capire come funziona il film lacrimale permette di comprendere perché pulizia e idratazione sono fondamentali.
Analizziamo ora i principali motivi per cui compare l’occhio secco.
Le ghiandole sebacee delle palpebre producono uno strato lipidico protettivo, che forma lo strato più esterno della pellicola lacrimale.
Se si ostruiscono:
Cause comuni:
Quando guardiamo uno schermo:
Questo porta al cosiddetto digital eye strain.
Con l’età:
È molto frequente:
Alcuni fattori ambientali peggiorano molto la situazione:
Tutti possono aumentare l’evaporazione lacrimale. (3)
Si può migliorare l’ambiente con piccoli accorgimenti come usare umidificatori, evitando aria diretta dei condizionatori e proteggendo gli occhi dal vento con occhiali o maschere se ci si trova in montagna. (2)
Le lenti a contatto:
Per poter migliorare l’idratazione si suggerisce l’utilizzo di colliri specifici di ottima qualità a base di acido ialuronico ad alto peso molecolare (senza la presenza di conservanti o fosfati) o totalmente lipidici se il problema è correlato all’alterazione dello strato lipidico (disfunzioni ghiandole di Meibomio). (2,5)
Una superficie oculare secca è anche più vulnerabile a infezioni e irritazioni quindi il modo migliore per affrontare la secchezza oculare è garantire l’idratazione della superficie. (2)
L’idratazione degli occhi secchi con lacrime artificiali da alta qualità [9] o lacrime lipidiche [10] se forma disidratazione evaporativa aiuta a: (2)
La pulizia delle palpebre è altrettanto fondamentale perché la pelle del contorno occhi si irrita. (2,5)
L’irritazione del contorno occhi può dipendere da molti fattori: inquinamento, smog, cosmetici aggressivi, polvere, fumo…. (3)
La pelle del contorno occhi è una delle più sottili e delicate del corpo. Quando compare l’Dry Eye Disease, diversi meccanismi fanno sì che anche la cute perioculare si irriti facilmente. (3,8)
La pelle delle palpebre ha caratteristiche particolari:
Questo significa che perde acqua facilmente e si irrita rapidamente quando l’ambiente o la superficie oculare sono alterati. (3)
Nell’occhio secco il film lacrimale è instabile. Le lacrime possono: (1,3)
Quando queste lacrime scorrono sulla pelle o ristagnano nella parte interna:
Chi ha occhio secco spesso avverte:
Questo porta a strofinare gli occhi frequentemente, e la pelle:
La blefarite è un’infiammazione cronica del margine palpebrale che può determinare:
Questo può irritare anche la cute circostante. (10)
Se la superficie oculare è secca si usano spesso colliri, salviette e detergenti palpebrali ma se NON sono delicati, senza conservanti o di bassa qualità possono:
Una buona gestione dell’occhio secco migliora anche il contorno occhi perché:
La pulizia palpebrale serve a mantenere aperte le ghiandole di Meibomio e previene la loro occlusione. (5,7)
Per questo pulizia + idratazione sono i due pilastri fondamentali della prevenzione e del trattamento per l’occhio secco spesso associato ad una malattia della superficie oculare legata alle palpebre. (2,10)
La zona del contorno occhi abbiamo visto essere molto delicata e spesso viene trattata con rimedi “fai-da-te” che non sempre sono utili. Alcuni sono validi, altri invece sono falsi miti che possono addirittura peggiorare irritazione, secchezza o gonfiore. Vediamo gli alleati veri e i rimedi naturali da usare con criterio. [2,3]
Meglio prodotti dermatologicamente testati per il contorno occhi, non gel grezzo direttamente dalla pianta vicino all’occhio.
In generale l’utilizzo di rimedi naturali, sebbene diffuso, presenta evidenze limitate e in alcuni casi potenziali rischi, rendendo preferibile l’impiego di prodotti sterili e formulazioni valide clinicamente.
Riduce temporaneamente il gonfiore grazie al freddo, ma non cura occhiaie strutturali (che dipendono da pigmentazione o vascolarizzazione).
Non sempre. Può causare allergie o irritazione se non filtrata bene. Per questo in oftalmologia si preferiscono prodotti sterili specifici [10]
Troppi prodotti occludono le ghiandole palpebrali e possono irritare la pelle. Meglio pochi prodotti mirati. [5]
Lavaggi frequenti con acqua alterano il film lacrimale e peggiorano l’occhio secco. Meglio lacrime artificiali. [2]
Concludiamo lasciando 5 best practices da poter applicare subito, con qualche spunto utile!
La gestione dell’occhio secco non si limita all’uso di colliri: è un equilibrio tra igiene, idratazione e cura della pelle. [2]
Prendersi cinque minuti al giorno per la pulizia di occhi e palpebre non è solo un gesto estetico ma è un vero gesto di salute. Nel tempo aiuta a migliorare confort, qualità visiva e benessere della superficie oculare: gli occhi (e lo sguardo) ti ringrazieranno! [2,5]
Medico chirurgo specializzata in Oftalmologia, ha maturato la propria esperienza presso l’Università degli Studi di Siena, occupandosi di attività ambulatoriale e chirurgica in ambito oftalmologico. Leggi la biografia completa.
[1] Craig JP, Nichols KK, Akpek EK, Caffery B, Dua HS, Joo CK, et al. TFOS DEWS II Definition and
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[9] American Academy of Ophthalmology
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[10] American Academy of Ophthalmology
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