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Riabilitazione visiva: il ruolo dell’ortottista nel recupero delle funzioni della vista

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Indice

Vedere non significa soltanto avere una buona vista

Quando pensiamo alla salute degli occhi, spesso associamo il concetto di “vedere bene” alla capacità di leggere le lettere di un ottotipo durante una visita oculistica. In realtà, la visione è una funzione molto più complessa, che coinvolge occhi, nervi, muscoli oculari e cervello.

Per consentirci di leggere, guidare, riconoscere i volti, muoverci nello spazio e svolgere le normali attività quotidiane, il sistema visivo deve lavorare come un insieme perfettamente coordinato.
Quando uno di questi meccanismi si altera, possono comparire difficoltà che incidono significativamente sulla qualità della vita, anche in presenza di una buona acuità visiva.

In questo contesto si inserisce il ruolo dell’ortottista-assistente di oftalmologia, professionista sanitario specializzato nella valutazione e nella riabilitazione delle alterazioni della motilità oculare, della visione binoculare e delle funzioni visive.

La riabilitazione visiva rappresenta oggi una risorsa terapeutica importante per numerose condizioni oculari e neurologiche, con l’obiettivo di recuperare, migliorare o compensare una funzione visiva compromessa [1].

Che cos'è la riabilitazione visiva?

La riabilitazione visiva è un percorso personalizzato che mira a migliorare l’efficienza del sistema visivo attraverso esercizi, training specifici e strategie adattative.

L’obiettivo non è soltanto migliorare la capacità di vedere, ma aiutare il paziente a utilizzare al meglio la propria funzione visiva nelle attività quotidiane.

A seconda della patologia e delle esigenze individuali, la riabilitazione può puntare a:

  • migliorare la coordinazione tra i due occhi;
  • potenziare la visione binoculare;
  • ridurre la visione doppia;
  • migliorare i movimenti oculari;
  • sviluppare strategie compensatorie;
  • valorizzare il residuo visivo nelle condizioni di ipovisione.


Ogni percorso inizia con una valutazione approfondita effettuata dall’ortottista, che consente di definire gli obiettivi terapeutici e monitorare i progressi nel tempo [2].

Ambliopia: quando il cervello "ignora" un occhio

L’ambliopia, comunemente chiamata “occhio pigro“, è una delle più frequenti cause di riduzione visiva nell’infanzia [3].

Si verifica quando il cervello riceve da un occhio immagini di qualità inferiore rispetto all’altro e, nel tempo, tende a privilegiare l’occhio migliore. Di conseguenza, l’occhio ambliopico non sviluppa pienamente le proprie capacità visive.

Le cause più comuni comprendono:

  • strabismo;
  • differenze refrattive importanti tra i due occhi;
  • cataratta congenita;
  • altre condizioni che ostacolano la normale stimolazione visiva.

Il ruolo dell’ortottista è fondamentale sia nella diagnosi precoce sia nel monitoraggio del trattamento. Oltre alle tradizionali terapie occlusive, oggi la riabilitazione visiva si avvale di approcci che stimolano la collaborazione tra i due occhi e favoriscono il recupero della funzione binoculare.

Quanto più precoce è l’intervento, tanto maggiori sono le possibilità di ottenere risultati significativi.

Strabismo e recupero della visione binoculare

La visione binoculare consente al cervello di integrare le immagini provenienti dai due occhi in un’unica percezione tridimensionale del mondo.

Quando gli occhi non sono correttamente allineati si parla di strabismo. Questa condizione può manifestarsi durante l’infanzia oppure comparire in età adulta in seguito a patologie neurologiche,
traumi o altre condizioni oculari.

Oltre all’aspetto estetico, lo strabismo può determinare:

  • riduzione della percezione della profondità;
  • difficoltà di coordinazione visuo-motoria;
  • affaticamento visivo;
  • soppressione di un occhio;
  • diplopia.


La riabilitazione ortottica ha l’obiettivo di migliorare il controllo dei movimenti oculari, favorire la collaborazione tra i due occhi e consolidare i risultati ottenuti attraverso eventuali trattamenti
medici o chirurgici.

Diplopia: quando si vede doppio

La diplopia, o visione doppia, è un disturbo che può compromettere in modo significativo l’autonomia personale.

Le immagini appaiono sdoppiate e attività apparentemente semplici, come leggere, camminare o guidare, possono diventare particolarmente difficoltose.

Le cause possono essere molteplici:

  • paralisi dei nervi cranici;
  • ictus;
  • traumi;
  • patologie neurologiche;
  • alterazioni della motilità oculare;
  • malattie orbitarie.
  • irregolarità oculari (ad esempio dovute a cicatrici o opacità).


L’ortottista esegue una valutazione approfondita per identificare le caratteristiche del disturbo e monitorarne l’evoluzione.

A seconda del quadro clinico, la riabilitazione può includere esercizi specifici, l’utilizzo di lenti prismatiche e strategie compensatorie finalizzate a migliorare il comfort visivo e la qualità della vita del paziente [4].

Riabilitazione neurovisiva: quando il problema nasce nel cervello

La visione non dipende esclusivamente dagli occhi. Una parte fondamentale del processo visivo avviene all’interno del cervello, che elabora e interpreta le informazioni provenienti dalla retina.

Per questo motivo, eventi neurologici come ictus, trauma cranico o malattie neurodegenerative possono determinare importanti difficoltà visive anche in presenza di occhi perfettamente sani [5].

Tra i disturbi più frequenti troviamo:

  • deficit del campo visivo;
  • emianopsie;
  • alterazioni dell’esplorazione visiva;
  • difficoltà di lettura;
  • problemi di orientamento nello spazio;
  • alterazioni dei movimenti oculari.


In questi casi l’ortottista lavora spesso all’interno di un team multidisciplinare insieme a neurologi, fisiatri, fisioterapisti e terapisti occupazionali.

L’obiettivo non è soltanto recuperare una funzione visiva, ma aiutare la persona a ritrovare autonomia nelle attività quotidiane, migliorando la mobilità, la sicurezza e la partecipazione sociale.

Ipovisione: valorizzare il potenziale visivo residuo

Quando una patologia oculare determina una riduzione permanente della capacità visiva, il percorso riabilitativo assume una funzione particolarmente importante.

Malattie come la degenerazione maculare legata all’età, il glaucoma avanzato o alcune retinopatie possono compromettere significativamente la visione centrale o periferica.

In queste situazioni la riabilitazione non mira a recuperare la vista perduta, ma ad aiutare il paziente a sfruttare nel modo più efficace possibile il residuo visivo disponibile [6].

Attraverso tecniche specifiche, training dedicati e l’utilizzo di ausili ottici o elettronici, il paziente può imparare nuove modalità di lettura, orientamento ed esecuzione delle attività quotidiane.

Diversi studi hanno dimostrato l’impatto positivo degli ausili per l’ipovisione sulle performance funzionali e sulle capacità di lettura delle persone con disabilità visiva [7].

L’obiettivo finale è preservare l’autonomia e migliorare la qualità della vita.

Una riabilitazione personalizzata per ogni paziente

Non esistono percorsi standard validi per tutti. Ogni persona presenta caratteristiche, esigenze e obiettivi differenti.

Per questo motivo il lavoro dell’ortottista si basa sempre su una valutazione individuale che consente di costruire un programma riabilitativo personalizzato e monitorato nel tempo.

L’età del paziente, la natura del disturbo, la presenza di eventuali patologie associate e le necessità della vita quotidiana influenzano la scelta delle strategie terapeutiche più appropriate.

Il valore della riabilitazione visiva

Negli ultimi anni le conoscenze scientifiche sul sistema visivo e sulla neuroplasticità hanno evidenziato come molte funzioni possano essere recuperate, migliorate o compensate attraverso percorsi riabilitativi mirati.

La riabilitazione visiva non rappresenta soltanto un insieme di esercizi, ma un processo che coinvolge il paziente nella riscoperta delle proprie capacità funzionali.

Attraverso competenze specialistiche e programmi personalizzati, l’ortottista contribuisce ogni giorno ad aiutare bambini, adulti e anziani a recuperare autonomia, comfort visivo e qualità della
vita, dimostrando come la salute degli occhi non dipenda soltanto dalla capacità di vedere bene, ma anche dalla possibilità di utilizzare al meglio il proprio sistema visivo.

Foto della dott.ssa Caterina Morciano

Dott.ssa Caterina Morciano | Ortottista

Ortottista e assistente in oftalmologia, si occupa di valutazione ortottica, riabilitazione visiva e diagnostica oftalmica, con particolare attenzione alle esigenze del paziente. Leggi la biografia completa.

[1] American Academy of Ophthalmology (AAO). Basic and Clinical Science Course (BCSC): Pediatric Ophthalmology and Strabismus. Ultima edizione.

[2] International Orthoptic Association. Orthoptics and Vision Rehabilitation: Scope of Practice and Clinical Applications.

[3] Holmes JM, Lazar EL, Melia BM, et al. Effect of age on response to amblyopia treatment in children. Archives of Ophthalmology. 2011;129(11):1451-1457.

[4] Rowe FJ. Clinical Orthoptics. 4th Edition. Wiley-Blackwell; 2023.

[5] American Congress of Rehabilitation Medicine. Cognitive and visual rehabilitation
following acquired brain injury. Archives of Physical Medicine and Rehabilitation.

[6] World Health Organization. World Report on Vision. Geneva: WHO; 2019.

[7] Virgili G, Acosta R, Bentley SA, Giacomelli G. Reading aids for adults with low vision.
Cochrane Database of Systematic Reviews. 2018.

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