Copertina dell'articolo con titolo e logo Hylocchio. Sullo sfondo, una professionista della salute visiva effettua un controllo della vista a una bambina all'interno di uno studio oculistico.

Screening visivo pediatrico e dispositivi digitali: il ruolo dell’ortottista nella prevenzione precoce

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Indice

La salute visiva nei primi anni di vita

La vista rappresenta uno degli strumenti più importanti attraverso cui il bambino scopre e interpreta il mondo che lo circonda. Tuttavia, il sistema visivo non è completamente sviluppato alla nascita: la maturazione della funzione visiva avviene progressivamente nei primi anni di vita attraverso un complesso processo che coinvolge occhi, cervello e capacità di elaborazione delle immagini.[1]

Proprio durante questa fase di crescita, eventuali alterazioni visive possono influenzare lo sviluppo del bambino, interferendo non solo con la qualità della visione, ma anche con apprendimento, attenzione e coordinazione. [2,3] Molti disturbi oculari pediatrici, inoltre, possono inizialmente presentarsi senza sintomi evidenti, rendendo difficile per i genitori riconoscerli precocemente. [3]

Per questo motivo, lo screening visivo rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione. Individuare tempestivamente eventuali anomalie consente infatti di intervenire nelle fasi in cui il sistema visivo possiede ancora un’elevata capacità di adattamento e recupero funzionale. [1,3]

Oggi, accanto alle problematiche visive tradizionali, emerge anche un nuovo elemento da considerare: l’utilizzo sempre più precoce e prolungato dei dispositivi digitali. Tablet, smartphone e computer fanno ormai parte della quotidianità dei bambini, modificando profondamente le abitudini visive fin dai primi anni di vita. [4,5]

Lo sviluppo visivo del bambino e l’importanza dello screening precoce

Lo sviluppo della vista è un processo graduale che accompagna il bambino durante tutta la prima infanzia. Nei primi mesi di vita maturano progressivamente la capacità di fissazione, la coordinazione dei movimenti oculari, la percezione della profondità e la collaborazione tra i due occhi. [1,6]

Questa fase viene spesso definita “periodo critico” dello sviluppo visivo, poiché il cervello è particolarmente sensibile agli stimoli provenienti dagli occhi. Se uno dei due occhi non trasmette immagini nitide o correttamente allineate, il sistema visivo può svilupparsi in modo alterato. [3]

Tra le principali condizioni che possono essere intercettate attraverso lo screening visivo vi sono:

  • l’ambliopia, comunemente conosciuta come “occhio pigro
  • lo strabismo
  • difetti refrattivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo. [1,2]

In molti casi, queste problematiche non vengono immediatamente percepite dal bambino o dalla famiglia, soprattutto quando interessano un solo occhio o si manifestano in modo graduale. [3]

L’ambliopia, in particolare, rappresenta una delle principali cause di riduzione visiva prevenibile in età pediatrica. Se diagnosticata precocemente, può essere trattata con maggiori possibilità di recupero funzionale. [3] 

Lo stesso vale per lo strabismo e per altre alterazioni binoculari che, se trascurate, possono influenzare la qualità della visione e lo sviluppo delle capacità visuo-percettive. [6]

Lo screening visivo assume quindi un ruolo centrale nella prevenzione. Attraverso controlli mirati e adattati all’età del bambino, è possibile identificare precocemente eventuali difficoltà e indirizzare verso gli approfondimenti specialistici necessari. [1,2,7]

Schermi digitali e nuove esigenze visive in età pediatrica

Negli ultimi anni, le abitudini visive dei bambini sono cambiate profondamente. L’utilizzo di dispositivi digitali è diventato sempre più frequente già nei primi anni di vita, sia per attività scolastiche sia per momenti di intrattenimento. [4,5]

Tablet, smartphone e computer richiedono un impegno visivo ravvicinato costante, spesso protratto per molte ore consecutive e senza pause adeguate. Questo aumento delle attività da vicino può favorire la comparsa di sintomi legati all’affaticamento visivo digitale, una condizione oggi osservata con crescente frequenza anche in età pediatrica. [4,5]

Bruciore oculare, arrossamento, stanchezza visiva, mal di testa, difficoltà di concentrazione e visione intermittente rappresentano alcuni dei segnali più comuni. In molti casi, questi sintomi vengono attribuiti genericamente alla stanchezza o alla distrazione, senza considerare il possibile coinvolgimento del sistema visivo.

L’utilizzo prolungato degli schermi è inoltre associato a una riduzione della frequenza dell’ammiccamento. Quando il bambino concentra l’attenzione sul dispositivo tende infatti a sbattere meno frequentemente le palpebre, favorendo una maggiore evaporazione del film lacrimale e aumentando la sensazione di discomfort oculare. [4,8]

Per questo motivo, la prevenzione visiva moderna non può limitarsi alla sola identificazione delle patologie oculari, ma deve includere anche attività di educazione rivolte alle famiglie. Promuovere corrette abitudini visive, incentivare pause frequenti durante l’uso degli schermi e favorire le attività outdoor rappresentano oggi aspetti fondamentali per il benessere visivo del bambino. [9,10]

Il ruolo dell’ortottista nella prevenzione visiva moderna

In questo scenario in continua evoluzione, l’ortottista assume un ruolo sempre più centrale nella prevenzione visiva in età pediatrica. [6]

L’ortottista è il professionista sanitario specializzato nella valutazione delle funzioni visive, della motilità oculare e della collaborazione binoculare. Attraverso test specifici adattati all’età del bambino, è in grado di osservare precocemente eventuali alterazioni dello sviluppo visivo e identificare segnali di affaticamento o discomfort legati anche alle nuove abitudini digitali. [6]

Durante la valutazione ortottica vengono analizzati aspetti fondamentali come:

  • l’acuità visiva
  • l’allineamento oculare
  • la convergenza
  • la motilità degli occhi
  • la qualità della fissazione [6]

Accanto agli esami tecnici, assume grande importanza anche l’osservazione del comportamento visivo del bambino.

Postura troppo ravvicinata allo schermo, ammiccamento frequente, sfregamento degli occhi, riduzione dell’attenzione durante le attività visive o inclinazione del capo possono infatti rappresentare segnali utili per individuare eventuali difficoltà funzionali. [6,11]

Il ruolo dell’ortottista non si limita però allo screening e alla valutazione clinica. Oggi questa figura professionale svolge anche un’importante attività educativa, aiutando le famiglie a comprendere l’importanza della prevenzione e delle corrette abitudini visive. [1,8]

Informare genitori e caregiver sull’utilizzo consapevole dei dispositivi digitali, sull’importanza delle pause visive e sulla necessità di controlli periodici rappresenta un elemento sempre più rilevante nella tutela della salute oculare del bambino. [9,4]

La collaborazione multidisciplinare con oculista e pediatra consente inoltre di costruire un percorso di monitoraggio completo e personalizzato, orientato non solo alla diagnosi precoce, ma anche al benessere visivo globale del bambino. [1,2]

Foto della dott.ssa Caterina Morciano

Dott.ssa Caterina Morciano | Ortottista

Ortottista e assistente in oftalmologia, si occupa di valutazione ortottica, riabilitazione visiva e diagnostica oftalmica, con particolare attenzione alle esigenze del paziente. Leggi la biografia completa.

1. American Academy of Ophthalmology Pediatric Ophthalmology/Strabismus Panel. Preferred Practice Pattern® Guidelines. Pediatric Eye Evaluations. San Francisco, CA: American Academy of Ophthalmology; 2022.

2. Donahue SP, Nixon CN; Section on Ophthalmology, American Academy of Pediatrics. Visual System Assessment in Infants, Children, and Young Adults by Pediatricians. Pediatrics. 2016;137(1):e20153596.

3. Maples WC. Visual factors that significantly impact academic performance. Optometry. 2003;74(1):35-49.

4. Sheppard AL, Wolffsohn JS. Digital eye strain: prevalence, measurement and amelioration. BMJ Open Ophthalmology. 2018;3:e000146.

5. Mohan A, Sen P, Shah C, Jain E, Jain S. Prevalence and risk factor assessment of digital eye strain among children using online e-learning during the COVID-19 pandemic. Indian Journal of Ophthalmology. 2021;69(1):140-144.

6. Rowe FJ. Clinical Orthoptics. 4th ed. Oxford: Wiley-Blackwell; 2023.

7. Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo (SIOPS). Linee guida per lo screening visivo in età pediatrica. Ultima consultazione 2025.

8. Wolffsohn JS, Arita R, Chalmers R, et al. TFOS DEWS II Diagnostic Methodology report. Ocular Surface. 2017;15(3):539-574.

9. World Health Organization (WHO). World report on vision. Geneva: World Health Organization; 2019.

10. Ip JM, Saw SM, Rose KA, et al. Role of near work in myopia: findings in a sample of Australian school children. Investigative Ophthalmology & Visual Science. 2008;49(7):2903-2910.

11. Holmes JM, Clarke MP. Amblyopia. Lancet. 2006;367(9519):1343-1351.


 

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